La Russia attacca l’Ucraina con tecnologie occidentali: com’è possibile

Le ultime analisi hanno fatto emergere che la Russia si serve anche di tecnologie occidentali per colpire l’Ucraina.

Fin dall’inizio dell’invasione della Russia nel territorio ucraino l’Occidente si è mosso per sostenere in tutti i modi il governo di Kiev, in primis con sanzioni ai danni di Mosca e con fornitura di armi a favore dell’Ucraina.

Tuttavia lo scorso 6 ottobre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha scritto una nota per denunciare come le armi utilizzate dalla Russia per colpire le città ucraine nelle notti precedenti erano caratterizzate da componenti provenienti da Paesi esteri.

Ebbene sì: l’industria bellica russa si sta avvalendo anche di componenti realizzati in Occidente per i propri armamenti, vale a dire missili, sistemi d’arma e macchinari che servono per costruire mine, munizioni e quant’altro.

Basti pensare ai missili Iskander, composti da un minimo di 35 chip e microelettronica prodotti da aziende situate in Europa, ma anche negli USA e in Giappone.

Zelensky è stato molto chiaro: “Quasi 100.688 componenti di fabbricazione estera si trovavano nei droni d’attacco lanciati, circa 1.500 negli Iskander, 192 nei missili Kinzhal e 405 nei Kalibr. L’Ucraina sta preparando nuove sanzioni contro chi aiuta la Russia e la sua guerra“.

Stando a una recente indagine del Rusi (Royal United Services Institute) pare che su 450 componenti da loro individuati nei sistemi militari russi ben 318 provengano da aziende statunitensi. Ma non è tutto: altri componenti sono stati infatti realizzati da Paesi come Germania, Austria, Cina, Svizzera, Corea del Sud, Regno Unito e altri ancora.

Russia supportata da USA e UE: la clamorosa rivelazione

Nei sistemi d’arma russi utilizzati per colpire l’Ucraina si trovano diversi componenti ‘dual use’, ovvero destinabili sia a uso civile che militare. Si tratta di fotocamere digitali, componenti ottici, connettori elettrici e componenti di microelettronica che possono servire anche per far funzionare oggetti del tutto innocui, come ad esempio uno spazzolino elettrico.

Missili Iskander
Russia supportata da USA e UE: la clamorosa rivelazione – FcJohnDoe.com (Screen YouTube)

Ecco perché nell’ultimo pacchetto di sanzioni adottato lo scorso luglio dall’Unione Europea si fa riferimento proprio agli ulteriori divieti di esportazione “che corrispondono a quasi 2,1 miliardi di euro di esportazioni ai valori del 2024“.

Nei divieti di esportazione è stato quindi incluso il carburante per aerei, ma anche prodotti a tecnologia più bassa come fotocamere e obiettivi, controller per videogiochi, computer portatili e così via.

Ovviamente controllare nel dettaglio tutte le componenti in commercio che finiscono poi per essere utilizzate dalla Russia per i suoi scopi militari è praticamente impossibile.

Esistono infatti dei sistemi, come ad esempio il mercato nero, che non sono tracciabili, mentre il mercato cinese è deregolamentato. La strada da seguire in Europa è probabilmente quella tracciata dagli USA, che stanno cercando di effettuare controlli ancora più stringenti.

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