L’Australia ha adottato una delle normative più restrittive al mondo in materia di accesso ai social network da parte dei minori.
L’Australia ha adottato una delle normative più restrittive al mondo in materia di accesso ai social network da parte dei minori, includendo Twitch in una lista di piattaforme vietate ai ragazzi sotto i 16 anni. Questa decisione, che entrerà in vigore a partire dal prossimo mese, coinvolge anche altri colossi del web come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Reddit, Kick, Threads e X. L’obiettivo dichiarato è tutelare gli under 16 da contenuti potenzialmente dannosi e ridurre le pressioni sociali derivanti dall’uso di queste piattaforme.
Twitch e il divieto australiano: le ragioni alla base della normativa
Secondo l’eSafety Commissioner australiana, Julie Inman Grant, la scelta di includere Twitch nella lista delle app vietate nasce dal suo carattere fortemente interattivo. Twitch, infatti, si distingue per la natura sociale del suo contenuto, in cui gli utenti non si limitano ad assistere a streaming live ma sono attivamente incoraggiati a commentare e interagire con streamer e altri spettatori. Questo ambiente favorisce un’intensa partecipazione, che può esporre i minori a rischi come cyberbullismo, contenuti inappropriati e pressioni sociali.

La normativa impone alle piattaforme di bloccare la creazione di nuovi account da parte di utenti sotto i 16 anni e di chiudere quelli già esistenti entro il 9 gennaio 2025. L’intento è dunque quello di ridurre l’esposizione dei giovani a contenuti che possono influire negativamente sul loro benessere psicologico e sulla sicurezza online.
L’Australia ha introdotto un quadro normativo che obbliga le aziende tecnologiche a implementare “misure ragionevoli” per verificare l’età degli utenti. Tra le soluzioni allo studio vi sono l’uso di documenti di identità digitali, il riconoscimento facciale o vocale e sistemi avanzati di analisi comportamentale online, capaci di stimare l’età degli utenti attraverso parametri di navigazione e interazione.
Le sanzioni per le aziende che non si adegueranno a queste regole sono particolarmente severe: si parla di multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani per ogni violazione. È un segnale forte che sottolinea l’urgenza con cui l’Australia intende affrontare la questione della sicurezza digitale dei minori, prendendo un ruolo di primo piano a livello globale.
La decisione australiana rappresenta un unicum mondiale. Mentre molti Paesi si limitano a raccomandazioni o limitazioni meno stringenti, l’Australia ha scelto una linea dura, estendendo il divieto non solo ai social network tradizionali ma anche a piattaforme di streaming e forum come Twitch e Reddit. Questo approccio ha sollevato dibattiti tra esperti di sicurezza digitale, genitori e operatori del settore tech.
Da un lato, si riconosce l’importanza di proteggere i giovani da contenuti nocivi e fenomeni come il grooming e l’hate speech, sempre più diffusi online. Dall’altro, si evidenzia il rischio di una censura eccessiva che potrebbe limitare in modo significativo l’accesso a fonti di informazione, intrattenimento e socializzazione, fondamentali nel mondo digitale contemporaneo.