Molti utenti si trovano spesso a combattere con programmi che non servono realmente e finiscono per appesantire inutilmente il computer. La questione è più complessa di quanto sembri, perché ciò che per qualcuno è indispensabile, per altri può risultare del tutto superfluo.
Esistono però categorie di software che, in generale, possono essere considerati inutili o addirittura dannosi per le prestazioni complessive. Capire quali siano e come individuarli diventa fondamentale per mantenere il PC veloce, stabile e libero da rallentamenti indesiderati.
Come liberare il PC dai programmi inutili
Il termine bloatware indica quei programmi preinstallati dai produttori sui PC Windows, spesso suite di prova o software multimediali poco utili. Molti di questi scadono dopo 30 giorni e richiedono un pagamento, trasformandosi in un peso più che in un vantaggio per l’utente.

Un’altra categoria riguarda le suite di ottimizzazione del sistema, che promettono velocità ma finiscono per rallentare e destabilizzare il sistema operativo. Con gli SSD ormai diffusi e le funzioni automatiche di Windows e macOS, tali programmi risultano quasi sempre inutili, se non dannosi.
Anche le suite di sicurezza informatica meritano attenzione: pur essendo efficaci, possono appesantire il computer e ridurne sensibilmente le prestazioni. Se dopo aver eliminato il bloatware il PC resta lento, conviene sostituire l’antivirus con uno più leggero e meno invasivo.
Per firewall, software di backup e gestori di password, spesso le soluzioni esterne indipendenti funzionano meglio dei pacchetti inclusi nelle suite. Il concetto da ricordare è less is more, meno programmi installati significa più stabilità e prestazioni migliori nel tempo.
Windows e macOS includono già strumenti sufficienti per la manutenzione, quindi conviene aggiungere applicazioni solo se realmente necessarie. Individuare i programmi inutili è semplice: basta controllare i menu del sistema operativo e gli elementi caricati all’avvio del PC.
Su Windows si può accedere alla lista dei software installati tramite Start o Impostazioni, verificando quelli impostati per l’avvio automatico. La Gestione attività consente di disattivare i programmi superflui, mentre nelle versioni più vecchie si utilizza il comando msconfig.
Se un processo appare sospetto, una ricerca su Google aiuta a capire se sia utile o solo un peso per il sistema. Su macOS basta aprire la cartella Applicazioni o usare la combinazione cmd+shift+a per vedere i programmi installati.
Gli elementi di login nelle Impostazioni di sistema mostrano i software avviati automaticamente, che possono essere gestiti e disattivati. Una volta individuati i programmi inutili, la rimozione è semplice, basta seguire la procedura standard di disinstallazione prevista dal sistema operativo.
Su Windows si agisce dalle Impostazioni o dal Pannello di controllo, mentre su macOS si trascina l’applicazione nel Cestino e si svuota. Liberare il computer dai programmi inutili non è così difficile e garantirsi un dispositivo più veloce, stabile e pronto è un’impegno necessario da mantenere.